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L’ORSO E LA BALLERINA un ciclo di tre conferenze imprevedibili sul teatro

Il Quadrato , la biblioteca di Baranzate, in collaborazione con lo Studio novecento, associazione teatrale, intende organizzare un ciclo di tre conferenze sul teatro.
Le date ipotizzate sono le seguenti: in ordine 30 marzo, 6 aprile e 13 aprile, alle ore 21.00 presso la sala espositiva sita in via Sauro, angolo via conciliazione.

Il ciclo di conferenze avverrà se ci saranno almeno 10 prenotazioni. La partecipazione è gratuita.
Chi è interessato invii una email entro il 25 marzo a

nicola.visalli@comune.baranzate.mi.it

indicando : partecipazione a ciclo di conferenze sul teatro.

Riceverete mail di conferma.
Il 26 marzo anche sul blog verrà confermato l’evento o il suo annullamento/eventuale rischedulazione

AVENDO RAGGIUNTO IL NUMERO MINIMO DI PRENOTAZIONI, IL SEMINARIO AVRA’ QUINDI LUOGO. Si accettano comunque ulteriori prenotazioni, di seguito dettagli sulle tre conferenze

DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI TEATRO
Quando diciamo “teatro” ci sembra di sapere di cosa stiamo parlando ma se osserviamo più da vicino la parola scopriamo che per lo meno dovremmo parlare di ‘teatri’. Ma allora cos’è che accomuna tutte le differenti forme di teatro -teatro d’attore, di narrazione, marionette burattini, oggetti mimo, teatro di figura etc.- e tutte le diverse tradizioni teatrali del mondo -teatro occidentale, katakali indiano, tradizione giapponese del Noh del Kabuki del Kyogen, teatro di Bali etc.-?
La lezione -nella forma di lezione/spettacolo con esempi e citazioni e fortemente
interattiva- esplora i cinque elementi più uno comuni a tutte le forme di teatro che l’umanità ha inventato dal Teatro Greco -anzi dalle sacre rappresentazioni Egizie- fino ai giorni nostri.
Quali sono i tre elementi fondamentali? E quale rapporto c’è tra questi elementi? In che senso il teatro è comunicazione? E il sesto elemento? Come si manifesta? Come si
relaziona agli altri? Perché lo teniamo a parte?
Un avventura di un’ora che ci conduce dentro il mistero del teatro -la più antica e favolosa forma di intrattenimento inventata dagli uomini.
Durata 1 ora

QUALE ATTORE PER IL 2000? COSA VUOL DIRE RECITARE BENE?
Alla fine dell’800 c’era in sostanza un solo modo di recitare comune a tutti gli attori dai grandissimi come Tommaso Salvini ai minori. Ma in quegli anni alcuni uomini in Europa e soprattutto in Russia inventano la grande innovazione del teatro moderno: le regia.
Da allora e per tutto il ‘900 le ricerche sul recitare e sulla formazione dell’attore si sono susseguite a ritmo sempre più intenso esplorando tecniche e modi di recitare diversi e imprevedibili.
I ‘900 ha scoperto tutto quello che si poteva scoprire sull’arte dell’attore e ha sviluppato una pedagogia sempre più complessa e ricca che si struttura in Metodi e sistemi i più diversi.
Ma oggi? Cosa vuol dire oggi recitare bene?
Molta è la confusione sotto il sole e il pubblico ha perso quella cultura e quei parametri di riferimento sulla base dei quali definire chi recita bene meno bene o male.
E infine cosa ci aspettiamo oggi da un attore? Quando diciamo che un attore recita bene? E quali sono le principali tradizioni della formazione teatrale (Diderot, Stanislavskij, Brecht, Barba) cui possiamo fare riferimento?
Cosa vuol dire che il teatro non è la vita ma una ‘stilizzazione della vita’ e di conseguenza la vita non è teatro?
A tutte queste domande la lezione cercherà di dare una risposta parziale e non definitiva ma molto affascinante.
Durata 1 ora

SCRIVERE PER ESSERE DETTI E NON PER ESSERE LETTI
Lo strano mestiere di chi scrive teatro
Cosa vuol dire scrivere per il teatro? Perché Aristotele dice “Il Poeta da teatro deve
occuparsi degli intrecci e non dei versi”? Perché scrivere teatro è un mestiere diverso da scrivere un romanzo un racconto una poesia un saggio …?
E perché “l’Italiano non esiste” ma esistono “gli Italiani”?
Insomma le domande sono davvero molte.
Gli intrecci di Aristotele possiamo tradurli in ‘strutture’. Quali sono le strutture? Cos’è una struttura psicologica del personaggio? E la struttura linguistica? E la struttura narrativa?
Perché esiste un italiano scritto e un italiano orale? E quali sono le caratteristiche
dell’italiano orale? E le lingue ‘professionali’ generazionali’ ‘regionali’? Come usarle in un testo teatrale?
E la struttura psicologica del personaggio? Cos’ha da dirci Macbeth? E Re Lear?
E perché la struttura narrativa è quella cui è affidato il messaggio principale di un testo
teatrale?
Un viaggio affascinante attraverso i misteri della lingua orale gli insegnamenti dei Maestri fino alla magia della creazione di un racconto teatrale.
Durata 2 ore.

 

mappa_sala_Espositiva-page-001

 

 

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