• Ultimi arrivi

  • Prossimi eventi

    Nessun evento in arrivo

  • Archivi

  • marzo: 2015
    L M M G V S D
    « Feb   Apr »
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
  • Categorie

  • Da leggere in Rete!

  • Commenti recenti

    Una sitografia per i… su La Shoah raccontata ai (e dai)…
    dariotommaseo su I PAESI SI RACCONTANO, L…
    Accademia europea di… su MANGA OPEN DAY
    fb hacker online su Cuba, que linda es Cuba, mostr…
    a main hobbies su CITTADINI O SUDDITI? RIFLESSIO…
  • RSS Ultime recensioni

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.
  • Amaci!

    Add to Technorati Favorites

    Culture Blogs - Blog Catalog Blog Directory

IL NOIR INCONTRA IL NOIR

Due autori, Bastasi e Luisa Colombo; due racconti noir , “la scelta di Lazzaro “ e “ I legami spezzati”…..una unica trama.

L’attrice Daniela Zanel ci guiderà , con gli autori al fianco, alla scoperta di questi due racconti, in un modo innovativo e avvincente , con continui rimandi da un testo all’altro. I personaggi dei due libri arriveranno a dialogare tra di loro , e , raggiungendone l’essenza più intima, anche lo spettatore non riconoscerà più i contorni iniziali dei due testi

Domenica 29 marzo ore 17 al Quadrato , la biblioteca di Baranzate, in via Trieste 23.
Ingresso libero , ad esaurimento posti

In pzza Borsellino, a 200 metri dalla Biblioteca, ampio parcheggio

“”Lazzaro Mainardi ha partecipato agli inizi degli anni ottanta alla lotta armata in Italia. Senza pentirsi, sconta per intero la sua condanna ed esce dal carcere con l’unico desiderio di ricostruirsi una vita, lontano dai guai e dalla politica.
Grazie all’amore di sua moglie Samar, a sua volta scappata dalla guerra in Libano, e alla dedizione al suo nuovo lavoro di editore conduce una vita tranquilla, forse monotona, certamente rassicurante. Sino alla comparsa di personaggi che sconvolgeranno definitivamente i suoi buoni propositi: Barbara, giovane studentessa apparentemente interessata al passato di Lazzaro solo per motivi accademici; Giulio Bonsignore, l’inquilino del terzo piano, un uomo dagli oscuri trascorsi che oggi vive sotto falso nome; Pietro Micca, vecchio compagno di militanza, tornato dal Brasile per coinvolgere Lazzaro in una guerra rivoluzionaria, questa volta al fianco del fondamentalismo islamico, ma che in realtà nasconde un segreto.
Il dies irae ha inizio quando Lazzaro, tornato a casa un pomeriggio, trova Samar stesa sul pavimento, strangolata con una cintura.
Con un montaggio di accadimenti che fluttuano nello spazio e nel tempo, l’autore prende per mano il lettore e dipana, pagina dopo pagina, un thriller story fatto di rivolta, spionaggio, potere, morte, amore. Sullo sfondo di un’Italia ormai implosa in violenze sociali e rigurgiti autoritari, e di una Milano buia, polverosa e intristita, il tragico epilogo scelto e voluto da Lazzaro e Barbara risuona come l’arresa di fronte a un destino segnato.

“I LEGAMI SPEZZATI” è il titolo del primo romanzo importante di Luisa Colombo.
Partendo dall’idea di costruire un giallo in cui le vicende personali e professionali dei protagonisti abbiano pari valore con il delitto, si è scelta la Ricerca come tema portante: quella della formula in ambito farmaceutico, di un familiare nella vita privata e del colpevole nelle indagini della squadra omicidi.
Ne è nata un’opera in bilico tra giallo e rosa in cui privato, professione e settore industriale si amalgamano intrecciandosi.
Il lettore, appassionato di gialli o di romanzi rosa nei quali l’affetto familiare la fa da padrone, viene preso per mano e condotto magistralmente all’interno dei laboratori farmaceutici della FarmaMuller, dove tra contrasti personali e brame della concorrenza si consuma un delitto.
Il crimine svela non solo la parte violenta della città e delle multinazionali farmaceutiche, ma anche i biechi interessi che sono alla base di quel genere di ricerca.
La protagonista, Maia, in forza alla Polizia Scientifica, ritrova il padre che, secondo lei l’aveva abbandonata da piccola, attraverso le indagini su questo crimine che segue anche oltre le sue funzioni, per curiosità e interesse personale.
La vicenda non ha lieto fine per tutti, ma si spegne su una scena piena di speranze e di rinascita.

I personaggi sono ben delineati/declinati sia nelle loro mansioni e situazioni affettive, sia nel loro aspetto fisico, in relazione alle abitudini e percezione di loro stessi.
Lo stile è sciolto e ben stemperato da metafore che collegano l’aridità delle indagini alle riflessioni personali e intime, dal tono spesso poetico.
Il ritmo narrativo accelera là dove la pagina è dedicata alle vicende criminali, per distendersi poi nei meandri dei pensieri, dei dubbi o esitazioni di questo o quel personaggio.

La trama presenta un intreccio su più livelli che si intersecano tra loro sullo sfondo di una panoramica della vita milanese.
I toni portanti che caratterizzano il romanzo sono:  amore, odio, invidia, desiderio di riscatto e, in modo particolare, la diatriba tra razionalità e sentimento.
Appassionante dalla prima all’ultima sillaba, il lettore viene trascinato da una pagina all’altra senza mai stancarsi né tralasciare dettagli importanti per comprendere e assaporare appieno il valore dell’opera.

LE IMPRESSIONI DELL’ATTRICE

Ci sono personaggi ai quali ci si affeziona fin dalle prime pagine. Maia Parodi è uno di questi.
Una donna inquieta, una combattente che protetta da una rigida armatura difensiva tiene lontano il dolore. Dolore per l’amore che le è stato negato da bambina. Quell’amore non ricevuto che la spinge a lasciare il suo paese d’origine in Sicilia e a trasferirsi nella grande Milano, dove può fingere di dimenticare. Perché l’amore può essere rifiutato, allontanato per non soffrire. Maia a Milano esiste solo per il suo lavoro nella Polizia scientifica. Nessuno conosce il suo passato, un passato che è stato doloroso per tutta la sua famiglia, un passato del quale nessuno vuole più parlare.
Nel freddo e nella nebbia però i fantasmi che si era lasciata alle spalle a sorpresa si ripresentano a chiedere il conto. E lo fanno attraverso un’indagine nella quale Maia è coinvolta. La trama diventa appassionante, cattura e ci ritroviamo nelle atmosfere del giallo. Ci sono i poliziotti, un omicidio, lo spionaggio industriale nella lobby delle multinazionali farmaceutiche, il coinvolgimento della mafia russa…..ma più le indagini procedono più Maia è costretta a confrontarsi con il suo passato. E la sofferenza ritorna prepotente. Non si diventa ciò che si è veramente senza una grande sofferenza. E Maia, con il coraggio e la forza di una donna ci passa attraverso, intrepida e fiera, come una tigre passa nel cerchio di fuoco. E’ così che inizia il lento cammino alla scoperta della verità, di quei legami spezzati ma così intrecciati fra loro al punto da non poter più distinguere il dolore dall’amore, la rabbia dalla tenerezza, l’abbandono dalla vicinanza, la disperazione dalla speranza.
“I legami spezzati” è la storia di una donna che impara piano piano, passando per l’impervia e accidentata via del perdono , l’amore per se stessa, l’unico possibile perché dalle macerie e dalla morte rinasca la vita.

Lazzaro è un uomo finito, un uomo che a poco più di 50 anni si sente un vecchio. La sua vita di ex- militante politico infatti è pervasa da un senso di fallimento che è al tempo stesso politico ed esistenziale. Lazzaro non è il suo vero nome, è il simbolo della scelta di vita che ha fatto, lontano dalla militanza politica a favore del mondo privato degli affetti, delle relazioni non mediate dall’organizzazione, di un lavoro di editore di impronta ecologista che gli permette di rimanere nell’ombra, nascosto così bene che il suo passato tormentato non lo possa trovare. Un passato che ritorna ad incastro nella trama mediante una serie di flashbacks.
Lazzaro voleva fare il fotografo e ha fotografato in Libano orrori che mai avrebbe voluto vedere. E in Libano ha incontrato Afrah e i suoi due figli Fadhi e Samar. Afrah e i suoi magnifici occhi neri spenti all’improvviso da una raffica di mitra. Samar e gli stessi occhi di sua madre. Samar, che ora è la moglie di Lazzaro. Una moglie libanese. Una donna che il dolore lo porta dentro, come la paura. Una donna che non ha più timore di morire, ma di vivere, perché la vera tragedia è vivere nella paura. Samar non vuole parlare, non vuole sapere, non vuole ricordare. Così diversa da Fadhi che invece ha ancora una disperata voglia di lottare in nome dei suoi ideali. Samar, che paga a caro prezzo la pace che cerca.
E per Lazzaro ritorna l’incubo del passato, un incubo così reale da avere fattezze umane e che porta il nome dei suoi vicini di casa, un incubo che ha il peso insopportabile del presente e che continua a perseguitarlo. Come Barbara, con la sua magrezza, la sua morbosità, le sue domande insistenti e le sue continue richieste di aiuto.
Lazzaro non voleva sapere, ma ha dovuto, per amore di Samar. Voleva dimenticare, ma la militanza lo ha trasformato per sempre in una macchina per ammazzare e morire. Non voleva più vedere l’orrore, ma Barbara ha incrociato il suo destino facendogli a poco a poco capire che il passato ha un volto e l’unico modo di superarlo è guardarlo bene in faccia. Guardarlo fino a che muore.

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: