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GLI APPROFONDIMENTI DEL QUADRATO: il Medioevo, la visione degli altri

Domenica 19 ottobre e sabato 25 ottobre alle ore 17, al Quadrato, la biblioteca di Baranzate, in via Trieste 23, Roberto Buscarini illustrerà il suo progetto “il Medioevo, la visione degli altri”.

“””Si articola in 15 libri, tanti quanti sono i periodi in cui ho suddiviso il Medioevo, e un libro iniziale per le istruzioni per l’uso
Ogni libro si suddivide in due parti: una breve sintesi storica e la ripresa degli stessi avvenimenti riproponendoli con una diversa visione.
L’esempio è una partita di calcio: in diretta si vede l’azione che dura qualche secondo (questa è la sintesi storica), poi ci sono le ripetizioni delle stesse da tutte le angolazioni possibili, con fermi immagini, interviste e commenti di esperti (questa è al visione degli altri).
Le istruzioni per l’uso valgono invece per ogni epoca.
Per seguire l’esempio della partita di calcio, le istruzioni per l’uso potrebbero essere il modulo di gioco”

I due incontri si articoleranno come segue
19_ottobre
IL MEDIOEVO: UNA MATRIMONIO QUASI PERFETTO TRA FEDE E RAGIONE
Le istruzioni per l’uso:
Esempio: Siamo nano sulle spalle di giganti
I fatti storici non esistono
La fede cristiana
Inizio del Medioevo:    Invasioni barbariche o affermazione del Cristianesimo?
Matrimonio tra fede e ragione:
Dante Alighieri
Le università
Arte gotica
Le Repubbliche marinare
Carlo Magno, padre dell’Europa di oggi

25_ottobre
L’INGRESSO DEL MALE NEL MONDO
Il male è un concetto cristiano
Agostino d’Ippona e la privatio boni
Bernardo di Chiaravalle e il malicidio
La caccia alle streghe
Il male oscuro, ovvero la psicoanalisi
La banalità del male
in allegato il pdf di alcuni libri dell’opera. La stessa può essere gratuitamente scaricata all’indirizzo
http://www.robertobuscarini.it/

ingresso libero, fino a esaurimento posti
a 200 m dalla biblioteca, in pzza Borsellino, ampio parcheggio

scarica excerpt dell’opera

Istruzioni per l’uso          1

Dall’autore

La domanda che mi pongo fin dagli anni universitari è sempre la stessa: a cosa serve conoscere la storia?
Per trent’anni non avuto molto tempo da dedicare a una risposta che avesse un senso compiuto, dovevo pensare alla famiglia, al lavoro, al mutuo della casa, alla crescita di una figlia.
Da dieci anni dedico più tempo a me stesso e alle mie antiche passioni, lo studio e il pensiero.
Chiedendo in giro, la risposta che mi viene data la seguente: conoscere la storia serve per imparare dal passato e a non commettere gli stessi errori.
La risposta è sbagliata: la storia stessa è lì per dimostraci che non impariamo dal passato e commettiamo gli stessi errori.
Bisogna fare un passo avanti.
La storia è uno strumento di potere per dominare le masse e la tecnica è la stessa dai tempi dei Faraoni, la damnatio memoriae.
L’hanno utilizzata Augusto, Napoleone e Mussolini, la utilizzano tutti i partiti politici dell’arco costituzionale d’oggi.
L’unica eccezione sono state l’Urss e la Cina comunista, loro il passato hanno cercato in tutti i modi di cancellarlo dalla memoria.
Ogni giorno il politico di turno, utilizzando i potenti canali di informazione, ci viene a raccontare una verità storica.
Allora la domanda è un’altra: com’è possibile evitare che qualcuno ci racconti quello che ha deciso di raccontarci?
Non l’ha vissuto, un fatto storico non può essere riprodotto in laboratorio.
Come evitare la strumentalizzazione da parte dei politici?
Le verità storiche sono tante: oltre a quella istituzionale, c’è quella processuale, come per esempio quella emersa dal Processo di Norimberga.
Lo storico di professione, e anche il simpatizzante come me, storce il naso.
In un processo non si prendono in considerazione i falsi, la storia invece è un susseguirsi di falsi, uno storico gode al cospetto di un falso e si pone un’infinità di domande: per quale motivo esiste, qual è il terreno su cui è nato e cresciuto…
In un processo i testimoni sono fondamentali, per lo storico invece sono poco attendibili, troppo influenzati e soggettivi.
Allo storico piacciono anche le consuetudini, le filastrocche, i detti popolari, le iscrizioni lapidarie.
L’unica verità e che nessuna verità lo è fino in fondo.
Al momento ho soltanto un’opinione personale: io non posso vivere senza sapere dei miei genitori, dei miei nonni, chi erano, quali erano i loro valori, ho raccontato dei miei nonni anche a mia figlia che non li ha conosciuti.
Vedo che tutti i siti internet hanno un richiamo alla storia.
Quindi, al di là di ogni speculazione, sembra che ogni individuo abbia necessità di conosce il suo passato.
Negli ultimi cinque anni la mia attenzione si è concentrata sul Medioevo.
Il motivo?
Ho grande stima e ammirazione per coloro che hanno fede religiosa, anche se ritengo che non tutti si rendano conto in ciò che credono, altrimenti non si comporterebbero in certi modi e, così come io sarei migliore se avessi fede, anche il mondo sarebbe migliore se gli uomini oltre a dire di credere, praticassero la fede.
Ebbene il Medioevo così deve essere inteso e capito
Un periodo caratterizzato dal reggersi su due colonne portanti, dal camminare su due gambe, la prima delle quali è la fede cristiana.
Nel Medioevo la fede cristiana crea mondo, nel senso che se togliessimo la fede cristiana al Medioevo, non lo capiremmo.
Questo è un errore che abbiamo fatto.
Non comprendiamo il Medioevo e lo consideriamo un periodo oscuro per il semplice motivo che noi ora possiamo immaginare un mondo senza fede cristiana.
Così come in futuro altri non capiranno il periodo in cui viviamo e si chiederanno: in che mondo hanno vissuto i nostri antenati?
Non capiranno che per noi oggi ciò che crea mondo è il denaro, non capiranno il motivo che ci spinge ogni giorno a parlare di spread, di bot, di tassi d’interesse, di indice di borsa, di produttività, di inflazione e tutto ciò che ruota intorno alla finanza.
Io ho individuato un percorso storico che mi vede tutti i giorni impegnato in un confronto serrato.
Il percorso storico, per me chiaro, è il seguente:
-la dottrina cristiana vince con la prospettiva di salvezza e inglobando i riti pagani sulla cultura greco romana
-il Medioevo è la perfetta unione tra dottrina cristiana, cioè la fede e la ragione
-il Medioevo genera due figli validi, l’Umanesimo e il Rinascimento, poi degenera
-l’Illuminismo, vince la sola ragione, la dottrina cristiana si riduce a cultura cristiana
-il Romanticismo rettifica il tiro, ma non è così forte da far tornare l’uomo al Medioevo
-trionfa il Positivismo
Noi, figli dei lumi, abbiamo vissuto il secolo più buio della storia dell’umanità, il Novecento, il secolo degli stermini di massa, delle guerre mondiali, del terrorismo, del trionfo del denaro e della finanza, degli assolutismi.
Il nuovo millennio non promette niente di buono

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