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Il Fantasy “italiano” al Quadrato, la biblioteca di Baranzate

Volantino scrittore Andrea Taverna

Logis lo fissò a lungo poi condusse il gruppo in cima a delle grandi scalinate di basalto nero, giunsero così ad una grande stanza composta da tre piccola navate, di fronte a loro su di un trono minuziosamente decorato vi era il Re del Mark.

I tre giunsero e fecero un inchino alla presenza del Re, Talos appena accennato.

Il sovrano rispose con un cenno del capo poi disse: “ So che avete trascorso molto tempo al servizio del mio popolo, e quindi al mio servizio, le vostre gesta sono giunte fino ad Edoras, ma a quanto sembra non eravate sazzi di imprese da compiere, vi prego narratemi ciò che vi ha visto protagonisti.”

Così Noah iniziò a descrivere tutto ciò che gli era accaduto fino al loro arrivo a trombattorione, il Re ascoltò attentamente, senza mai interrompere, seguendo il discordo con il capo e osservando anche Borg e Talos, quando Noah ebbe finito.

Ciò che dite è molto grave, vuol dire che i miei nemici sono molto più forti e ben organizzati di quanto potessi pensare…” E così dicendo volse lo sguardo verso destra, dove era fermo Hidvald.

Mio giovane ragazzo, corri dal capo della guardie raccontagli quanto è successo e fai approntare un battaglione che vada a scacciare gli invasori dalla nostra terra, e che renda quella fertile valle al popolo del Mark.”

Immediatamente mio sire” e così il giovane corse via.

Per quanto riguarda voi non so come sdebitarmi, avete evitato che quei disonesti dissanguassero i nostri allevamenti e soprattutto nessuno potrà più utilizzare nostri cavalli per farci guerra, provvederò personalmente a farvi un dono, ora siete liberi, vi concedo di poter vagare liberamente nelle mie terre per un anno, e da oggi sarete considerati amici del popolo del Mark.”

Il vostro dono ci fa onore sire.” Disse Noah

Così Noah, Borg e Logis chiesero licenza al Re per tornare nello loro stanze.

Ma Talos dov’è?” disse l’elfa

Talos?” disse Logis in tono duro “Talos una volta che avete terminato il racconto ha girato le spalle al mio sovrano e si è allontanato, facendo un gesto con la mano che non ho ben interpretato.”

Calò il silenzio, giunsero alle loro stanze e trovarono Talos nella sua al buio sul suo letto, ancora vestito ed intento a mangiare una mela, Logis lo osservò poi si avvicinò e disse: “Perché sei andato via dal consiglio del mio Re in quel modo, non siete certo voi elfi i maestri dei cerimoniali? Non lo sai che quello che hai fatto è un offesa bella e buona!.”

Lo scrocchiare di un nuovo morso fece seguito alle parole di Logis.

Talos eri cambiato prima che ci separassimo, ma ora il tuo cambiamento mi sembra più radicale, fai attenzione!” disse Logis stringendo i pugni del nervoso.

Dal buio della stanza due occhi si illuminarono riflettendo la poca luce delle fiaccole: “Se è una minacci la tua chierico portala a compimento immediatamente altrimenti vai a pascolare i cavalli con il tuo RE.”

Logis fece per entrare nella stanza ma una presa d’acciaio lo arrestò, si voltò e vide Borg, il nano lo fissò a lungo e con un cenno del capo gli disse di non fare nulla.

L’uomo inspirò e si allontanò velocemente.

Il volto di Noah era un ritratto scolpito nella pietra il viso teso per la tensione nel guardare fisso Talos che incurante continuava a mangiare avidamente la propria mela, solo gli occhi travisavano una profonda tristezza, fece un passo nella camera alzò il braccio destro, ma vacillò, un mancamento la colpì, cerco di trattenersi ma cadde in terra, fu solo per la prontezza del nano che non batè il capo sul pavimento, poi il buio.

Aprì lentamente gli occhi e vide su di lei i volti preoccupati di Talos e Borg che si reggeva la barba per non infastidirla, la testa era intontita quasi intorpidita, poi avvertì un tenue calore sul collo, si voltò e vide Logis intento a esercitare un suo incantesimo.

Cosa ti è successo Noah?” disse Logis con un tono amorevole mentre si sfregava le mani.

Non ho mai visto un elfo perdere i sensi prima d’ora, se non per qualche artificio magico” proseguì Talos.

Noah voltò il capo verso il soffitto e non riuscì a trattenere due lacrime che gli rigarono il bellissimo viso.

Noah cosa affligge il tuo animo parla.” Disse nuovamente il cavaliere

L’elfa ascoltò le sue parole come se giungessero da lontano, poi dal suo cuore si ridestò l’orgoglio della sua razza, si alzò per mettersi seduta e con sorpresa si accorse di essere in forze, guardò tutti e tre i suoi compagni e disse: “ E ora che io vada, da sola, tornerò nelle mie terre, ci rivedremo alla locanda del ferro di cavallo tra un anno esatto.”

Perché?” disse Logis

Perché è cosi!” risposse bruscamente Noah poi riprese il controllo, portò lentamente la sua mano su quella dell’uomo e proseguì con voce calma “Perché è una cosa che devo fare da sola Logis grazie per la tua amicizia grazie per il tuo affetto, ma questa volta neanche il vecchio può aiutarmi.”

Ti rivedremo elfa?” disse Borg

Si mastro nano tra un anno!” Si alzò ed iniziò a preparare le sue poche cose per il viaggio.

Lascia che almeno ti accompagniamo fino ai margini del bosco dorato Noah!” chiese Logis con un tono quasi di supplica.

L’elfa si voltò nuovamente verso di lui e disse: “Non oltre i confini Nord del vostro regno Logis da li proseguirò sola.”

E sia vado a preparare i cavalli”

Ed io le provviste!” aggiunse Borg seguendo Logis fuori dalla stanza.

Talos rimase fermo immobile nell’ombra della stanza, Noah si era accorta della sua presenza ma non volle girarsi, i minuti si seguivano l’uno all’altro sempre più lentamente, non si percepiva nulla nella stanza se non il leggero fruscio del vestito dell’elfa.

“Noah” la voce di Talos spezzò l’aria.

NO!” rispose immediatamente l’elfa “Non dire nulla Talos te ne prego, so quello che mi vuoi dire ma non è possibile lo sai!”

No parlerò!, Sai cosa provo per te, cosa ho sempre provato per te da quando ti ho visto giungere in mio soccorso in quella grotta, il mio cuore ti appartiene NOAH!” Urlò l’elfo che sembrava aver ritrovato calore nella voce e sentimento nelle parole.

Noah fece cadere il mento sul petto, i suoi lunghi capelli le coprirono il viso non disse nulla l’unico impercettibile movimento che si notava era la ritmico contrazione del petto.

Talos si avvicinò lentamente con la mano sinistra si appoggiò al mento e con un lieve pressione alzò il viso di Noah i suoi lunghi capelli ricaddero indietro svelando un viso rigato dalle lacrime, Talos la osservò anche se era anche egli un elfo si perse nell’immensità degli occhi di Noah sentì un forte calore sprigionarsi nel petto, e lentamente divampare avvolgendo tutto il suo corpo annebbiando la sua mente come se fosse trasportato da un energia potente e inebriante alla quale non voleva o non poteva sottrarsi, si avvicinò al volto dell’elfa per baciarla , ma questa all’ultimo istante prima che le loro labbra si sfiorassero piegò il volto a destra.

Talos fece un passo indietro come se fosse stato strappato da un sogno, poi serrando gli occhi disse: “PERCHE’?”

Noah non rispose

PERCHE’!?” Il suo urlo echeggiò per la stanza.

Noah con un filo di voce disse: “Perché non posso, credimi non posso!” ed alzò lo sguardo che aveva ritrovato nuovamente vigore e fermezza.

Talos la osservò a lungo poi fece un passo in avanti con le braccia tese, e le dita contratte come artigli, “ GUARDA!” e cosi dicendo si strappò la camicia che portava.

Noah osservava i brandelli di tessuto stancamente cadere a terra, poi alzò lo sguardo e sgranando gli occhi si portò la mano alla bocca per cercare di celare il suo incredulo sguardo, era li ferma ad osservare Talos, il suo corpo era scuro la sua pelle aveva assunto un colore nero bluastro.

Ma… Ma cosa ti è successo?” disse con un filo di voce.

Talos serrò il mantello per celare il suo corpo, poi si avvicinò a Noah senza indossare il cappuccio e rilevando anche il suo volto oscuro.

Ti ricordi la ferita inferta dal nero?”

Si certo”

Ha continuato a propagarsi, fino a coprire tutto il mio corpo e…” l’elfo abbassò gli occhi

E cosa?” disse Noah

E risvegliando in me sentimenti molto più simili ad un uomo che un elfo, rabbia, passione, la sete di sangue e il piacere di uccidere.” Un malinconico sogghigno si dipinse sul suo volto.

Talos, ci sarà un rimedio, se e stato un sortilegio ne esisterà uno per annullarlo.”

No, non c’è! Questo incantesimo si è legato al mio corpo, per annullarlo dovrei morire, e francamente ci ho pensato più di una volta…”

Talos ma cosa stai dicendo?

Sto dicendo che l’unica luce nel buio della mia esistenza sei sempre stata TU, ed ora al pensiero di non poterti vedere per un anno, non so resistere, Noah sei l’unico filo che mi permette di rimanere in parte Talos non partire!” la sua voce sembrava divenire un supplica

Noah lo osservava con lo sguardo fisso, poi disse “Non posso.!”

Talos si voltò dandole le spalle poi disse: “ E cosi Noah hai tracciato il destino di Talos, ti accompagnerò fino al confine Nord di questa terra, e poi…”

E poi…”

Non ti importa!” uscì dalla stanza.

Noah cadde sul letto, avrebbe voluto piangere, ma sentì i pesanti passi di Borg avvicinarsi, cosi si alzò, si ricompose, e poco dopo si ritrovò a cavallo percorrendo le fertili pianure del Mark verso Nord verso la foresta di Fangorn.

Giunsero al confine settentrionale della verde pianura del Mark, il calore del sole accaldava le loro cavalcature scintillando sulle armature dei guerrieri, nessuno dei quattro parlò per tutto il viaggio, Noah sembra concentrata, quasi assente, Borg non proferì parola con nessuno e Logis si limitava ad osservare l’elfa e Talos che li seguiva come un ombra mantenendosi a distanza dal gruppo.

Improvvisamente superata un altura videro un ruscello scorrere dai monti e descrivere con un ampia ansa a sinistra un nastro d’argento che si perdeva nella vermiglia prateria, al di là del ruscello vi era la foresta di Fangorn grandi alberi ne descrivevano il confine con nodosi ed antichi rami che sembravano combattere l’uno con l’altro per un po’di luce.

Noah arrestò il suo destriero e si voltò verso i suoi compagni, li osservò uno ad uno senza dire nulla, per ultimo osservò Talos che li aveva raggiunti.

La nostra strada qui si divide, vi ringrazio per quello che avete fatto per me fino ad ora, ma ciò che mi attende non può essere condiviso con voi e con nessun’altro.” Spostò il suo sguardo su Talos, “Ma ho prestato un giuramento al quale voglio tener fede, quindi a distanza di un anno ci ritroveremo qui dove ci siamo lasciati, per proseguire la strada tracciata dal vecchio.”

Grazie a te…..” disse Logis, ma la mano di Noah si alzò di scatto per fermarlo.

Non dite nulla ci rivedremo qui tra un anno è tutto! Che Varda vegli su di voi e sul vostro cammino” cosi dicendo voltò il cavallo e lo lanciò al galoppo verso Nord.

Ed ora? Cosa facciamo?” disse Borg

Bè lavoro in questa terra c’è ne molto potremmo fermarci qui e guadagnarci da vivere fino all’anno prossimo.” Suggeri Logis con un tono di entusiasmo

Questi sono affari vostri io me ne andrò!” aggiunse Talos voltando il cavallo verso Est.

Ma Talos aspetta” disse Borg che in quel momento fu afferrato per la spalla da Logis.

No Borg lascialo andare ho come la sensazione che il Talos che conosciamo noi non lo rivedremo più, vieni seguimi.”

E così i due si allontanarono silenziosi come erano giunti perdendosi nel mare verde della pianure del Mark che sembrava ora accarezzano dalle delicate dite del vento.

 

 

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