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Cose speciali: “La cittadella della danza” di Maria Cristina Ramazzotti

Per la serie Cose speciali questa volta non parleremo di un volume della biblioteca, ma di un libro che per il momento si trova solamente sul web: è La cittadella della danza di Maria Cristina Ramazzotti, autrice baranzatese che lo ha pubblicato per la casa editrice ARPANet di Milano in formato e-book. Se sarà acquistato da tanti lettori, sarà stampato e potremo leggerlo anche in formato cartaceo.

La cittadella della danza è un tuffo nella magia e nell’energia della danza, un mondo per certi versi mitico in cui passioni artistiche e sentimentali si compenetrano e si confondono, sino a diventare indistinguibili.
‘La cittadella della danza’ è una prestigiosa accademia d’arte in cui i destini di ballerini, costumisti, registi, coreografi si incrociano e si scontrano: i sodalizi artistici tra coppie di primi ballerini divengono storie d’amore indistruttibili, mentre le rivalità in amore si traducono in una scorretta competizione professionale.
Un turbinio di sensazioni forti e catartiche in cui è sempre l’amore a uscirne vincitore…”
(dal sito Arpabook)

Un libro pensato per gli adolescenti, ideato dall’autrice molto prima che diventassero di moda le storie, i telefilm e i programmi televisivi incentrati su giovani artisti in cerca di un palcoscenico su cui competere e mostrare al mondo il loro talento. Ne abbiamo parlato proprio con Maria Cristina Ramazzotti, che ne La cittadella della danza ha riversato la sua personale esperienza e passione per le scarpette a punta.

Come è nata l’idea di scrivere La cittadella della danza?

Per dare forma a questo libro ho impiegato sei anni, due per la stesura. Ma la voglia di scrivere questa storia ce l’ho da quando avevo diciassette, diciott’anni. La cittadella della danza è un racconto di fantasia, ma nasce dalla mia personale esperienza nel mondo della danza, come ballerina e come insegnante.
Ho voluto scrivere un romanzo per adolescenti pensando a mia figlia, che mi piacerbbe veder crescere in un mondo meno inquinato non solo da stimoli sbagliati, ma anche da scelte lessicali sciatte, da un linguaggio povero. Nel libro c’è una storia d’amore, ma le situazioni e i toni non sono mai esagerati.

Quali sono le tue letture preferite? Ti sei ispirata a titoli o autori che ti piacciono nella stesura del libro?

Sono una lettrice onnivora di saggi e di romanzi, anche se non amo molto i gialli e gli horror. Per La cittadella della danza non mi sono ispirata ad altri autori in particolare, anche perché non conoscevo bene il panorama della letteratura per ragazzi. Piuttosto, lo spunto per l’ambientazione del libro l’ho trovato durante una serata al Festival di Villa Arconati: la Villa, con la sua architettura e la sua atmosfera, mi ha suggerito la struttura della scuola di cui si parla nel romanzo.

Non fai la scrittrice di professione, hai un lavoro da impiegata in una società; come sei entrata nel mondo dell’editoria?

C’è stato un periodo di difficoltà iniziali, di mille lettere e proposte mandate agli editori, ma che si sono perse nel mucchio. Poi ho partecipato a un concorso della casa editrice ARPANet, che ha scelto il mio libro per la pubblicazione come ebook: è stato pubblicato a luglio, e se venderà un buon numero di copie online potrà essere stampato. Sono contenta di questa esperienza, e mi piacerebbe continuare a scrivere. Nel cassetto ho un altro lavoro, che ha alla base una storia vera: quella di mio padre, sfollato durante la Seconda Guerra Mondale in Toscana, proprio sulla linea del fronte. Mi piacerebbe dedicarmi a queste memorie e frammenti di vita per scrivere un nuovo libro.

Noi auguriamo a Maria Cristina tutto il successo possibile e siamo ansiosi di averla qui in biblioteca, con in mano una copia fresca di stampa del suo libro: per presentarlo ai suoi concittadini, a tutti gli appassionati di danza e soprattutto a chi ama le belle storie.

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