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So long, Frank McCourt

Domenica scorsa è scomparso Frank McCourt, lo scrittore irlandese – americano d’adozione – dell’indimenticabile Le ceneri di Angela.

Aveva 78 anni, ma celebrità e riconoscimenti (premio Pulitzer incluso) se li stava godendo da poco: aveva esordito infatti all’età di 66 anni con quello che sarebbe diventato il suo romanzo più famoso, Le ceneri di Angela appunto, che erano poi le memorie della sua infanzia difficile in quel di Limerick, Irlanda, prima di emigrare negli Stati Uniti dove divenne insegnante di inglese in alcune prestigiose scuole di New York. Un’infanzia segnata dalla povertà, dallo sfruttamento, dalla morte di tre fratelli e dall’alcolismo del padre – ma sorretta dalla grande forza della madre, Angela. Avvenimenti tragici che sono raccontati da McCourt con un’ironia che non smette mai di sorprendere, a partire dall’incipit del libro:

Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un’infanzia infelice irlandese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora. Gente che si vanta o si lamenta delle tribolazioni patite nei primi anni di vita se ne trova dappertutto, ma niente regge il confronto con la versione irlandese: la povertà; il padre alcolizzato chiacchierone e buono a nulla; la madre pia a derelitta che geme accento al fuoco; il preti boriosi; i maestri arroganti; gli inglesi e le cose tremende che ci hanno fatto per ottocento lunghi anni… E poi, tutta quell’umidità.

Le ceneri di Angela è un libro che riteniamo da non perdere: potete prenotarlo dal nostro catalogo, dove trovate anche il film omonimo di Alan Parker, i romanzi Che paese, l’America e Ehi, prof! e la storia per bambini Angela e Gesù Bambino, tutti pubblicati da Adelphi.

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