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C’era una volta Sergio Leone

Il 30 aprile di vent’anni fa ci lasciava Sergio Leone: nel 1989, mentre stava progettando un film sull’assedio di Leningrado (–> qui il ricordo di Gian Luigi Rondi), il grande regista romano moriva per un attacco di cuore.

Leone era nato nel 1929, e i suoi sessant’anni furono pieni di cinema fin dall’inizio: figlio d’arte – il padre Vincenzo era stato un regista del cinema muto, con lo pseudonimo di Roberto Roberti –  fece l’attore (fu anche una comparsa in Ladri di biciclette), lo sceneggiatore, e poi negli anni Cinquanta si fece le ossa come regista nel genere peplum, dirigendo la seconda unità di diverse produzioni hollywoodiane (Quo vadis?, Ben Hur) e poi firmando il suo primo film, Il colosso di Rodi (1961). In questo periodo, Leone si firmava spesso Bob Robertson, come a dire (in inglese)… “Roberto Roberti”, in ricordo del padre.

Ma fu con il western che Leone divenne famoso in tutto il mondo: con Per un pugno di dollari (1964) rinnovò il genere introducendo novità anche sotto il punto di vista del linguaggio cinematografico, e inaugurò un filone che ebbe una sua epoca d’oro, quello dello spaghetti-western. Per un pugno di dollari e i due film seguenti (Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto e il cattivo) costituiscono la cosiddetta “trilogia del dollaro”: fra le altre cose, segnarono l’inizio della collaborazione con Ennio Morricone, fecero diventare Clint Eastwood una star, e contengono diverse sequenze considerate da antologia – fra cui quella famosissima del “triello” (un duello… a tre) finale di Il buono, il brutto e il cattivo.

Alla trilogia seguì C’era una volta il west (1967): il commiato di Leone dal genere, e uno dei suoi capolavori, che contiene diversi momenti studiati in tutte le scuole di cinema, come la sequenza di apertura e un altro celeberrimo duello fra il buono e il cattivo.

Nel 1971 Leone sposta la sua attenzione sulla rivoluzione messicana, con Giù la testa; poi rifiuta di dirigere Il Padrino (che sarebbe stato firmato da Francis Ford Coppola nel 1972) e per dieci anni lavora al suo film sulla mafia italoamericana, C’era una volta in America: che consigliamo di vedere nella sua versione originale, quella di quattro ore voluta da Leone che si trova in dvd, e non nella martoriata versione Usa (accorciata e rimontata in modo banalissimo) che purtroppo molto spesso viene trasmessa anche dalle nostre televisioni.

Tutti i film di Sergio Leone sono presenti nel catalogo del Csbno:

Ma ci sono anche alcuni libri per conoscere meglio i lavori di Leone:

E, infine, due romanzi forse poco noti che furono fonte di ispirazione diretta per i film del grande maestro:

  • Mano armata di Harry Gray, quasi sconosciuto, è il romanzo da cui Leone partì per C’era una volta in America;
  • Piombo e sangue di Dashiell Hammett è un capolavoro hard-boiled che, con la sua storia di due clan messi l’uno contro l’altro da un detective, ha ispirato la vicenda del cowboy solitario che fa scontrare due famiglie rivali di Per un pugno di dollari – e che vanta un’altra reinterpretazione cinematografica illustre, quella di Akira Kurosawa con i samurai di Yojimbo – La sfida del samurai.
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